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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

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La Cassazione ha stabilito che assecondare l’atteggiamento dello stalker fa venire meno il presupposto della radicale alterazione della vita quotidiana della parte offesa

di Danila Sarno

In Italia, negli ultimi anni, lo stalking si è confermato essere una delle forme più comuni di limitazione dell’autonomia e della serenità altrui. Si tratta di un tipo di persecuzione che può manifestarsi in molteplici aspetti quali appostamenti, pedinamenti, atti vandalici allusivi: insomma qualunque comportamento oppressivo capace di creare un clima di paura ed ansia. È indubbio che tale fenomeno ponga l’esigenza di una delicata tutela della parte lesa e, tuttavia, l’attuale disciplina legislativa dà luogo a non pochi dubbi interpretativi: ad esempio, chi potrebbe mai pensare che replicare ai messaggi o alle chiamate del proprio persecutore escluda la configurabilità del reato di stalking?

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Le pozzanghere che celano «crateri stradali» non sono più un mistero per i guidatori nostrani, ma il rischio di coglierle in pieno è sempre in agguato.  Se vi state chiedendo di chi è la responsabilità, leggete sotto

di Rosa Soldani

L’art. 2051 del codice civile recita: « Ciascuno è responsabile per le cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». In ottemperanza di questa disposizione, per astratta analogia si comprende bene che la responsabilità per i danni cagionati da insidie della strada ricada in capo all’ente Comune, che gestisce le vie cittadine. Con la sentenza 144 del 2016 del Tribunale di Napoli, la posizione dei Comuni si complica decisamente.

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Difendersi da un furto può indurre il malcapitato a passare da vittima a carnefice. Come bilanciare l’istinto di proteggersi col rischio di finire sul banco degli imputati?

di Rosa Soldani

La sicurezza nelle nostre città e l’esigenza di difesa dei luoghi in cui si vive, primo fra tutti la casa, sono requisiti fondamentali e temi fortemente sentiti tra la gente, soprattutto alla luce del crescente aumento di furti, rapine, episodi di violenza che riguardano l’intero territorio nazionale ma anche le nostre terre.

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È colpevole di interruzione di pubblico servizio e di violenza privata chi occupa un istituto scolastico, impedendo ad altri studenti di partecipare regolarmente alle lezioni

di Danila Sarno

Il sistema scolastico italiano è affetto da molte carenze e da tempo è oggetto di un ampio processo di ristrutturazione che, però, non ha ancora consentito di raggiungere sufficienti livelli di efficienza. Ne sono prova le sempre più frequenti proteste di operatori scolastici e studenti insoddisfatti.

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La Cassazione ha assolto un uomo che, dopo essere evaso dal domicilio coatto a causa di una lite con la consorte, aveva chiamato subito i carabinieri per essere portato in prigione

di Danila Sarno

È risaputo che affrontare un matrimonio è complicato. Dalla fase “luna di miele” alle furiose battaglie casalinghe il passo è breve e, con il trascorrere del tempo, una felice unione rischia di trasformarsi in un continuo susseguirsi di litigi e diatribe. Ne sono ben consapevoli persino i giudici della Corte di Cassazione che, nella sentenza numero 44595 del 2015, hanno offerto tutto il proprio sostegno a chi preferisce andare in carcere piuttosto che continuare a vivere agli arresti domiciliari con la moglie.

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