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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Il reato può essere contestato anche se il mezzo su cui si trova il conducente, in stato di alterazione psicofisica, è parcheggiato al momento del controllo. Anche la fermata infatti è una fase della circolazione stradale

di Danila Sarnoguida stato ebbrezzaIl reato di guida in stato di ebrezza si configura anche quando il veicolo del soggetto risultato positivo all’alcol test è parcheggiato al momento del controllo della polizia, essendo anche la fermata una fase della circolazione stradale.

A dirlo è stata la Corte di Cassazione con sentenza numero 41457 del 2019, emessa nei confronti di un uomo che, dopo aver parcheggiato il proprio veicolo ed essere entrato in un bar, era stato notato in evidente stato di alterazione psicofisica da alcuni poliziotti, che avevano così deciso di sottoporlo ad esame alcolimetrico. La decisione degli Ermellini ha così confermato quella della Corte d’Appello di Trieste che aveva ritenuto l’imputato colpevole del reato di guida in stato di ebrezza, di essersi rifiutato di sottoporsi all’alcoltest (articolo 186 comma 7 del codice della strada) e di oltraggio a pubblico ufficiale (articolo 341 bis del codice penale). Inutili le argomentazioni della difesa, basate tra l’altro sul fatto che l’uomo, essendo stato fermato dagli agenti dopo aver parcheggiato, essere entrato in un bar ed essere uscito dallo stesso, non era da considerarsi un “conducente”, ma un semplice “pedone”. ebbrezzaPer la Suprema Corte tale motivo di ricorso è infondato in quanto l’articolo 186 comma 7 del codice della strada sanziona il “conducente” di un mezzo che rifiuta di sottoporsi all’esame alcolimetrico non solo in caso di incidente, ma anche quando si abbia motivo di ritenere che egli si trovi in stato di alterazione psicofisica dovuta all’alcol. Il termine “conducente” si riferisce a colui che guida o che ha guidato un veicolo fino a poco prima della richiesta degli agenti di polizia. alcoltest guida stato ebbrezza 1280x720Del resto, già in passato la Corte aveva chiarito che, ai fini del reato di guida in stato di ebrezza, rientra nella nozione di “guida” la condotta di chi si trovi all’interno del veicolo, a prescindere dal fatto che esso sia o meno in movimento. Fondamentale, però, è che si accerti che il soggetto abbia in precedenza deliberatamente movimentato un mezzo in area pubblica o destinata al pubblico.
Insomma, nella fase in cui le capacità percettive e reattive possono essere negativamente condizionate da una precedente assunzione di bevande alcoliche, è vietata non solo la conduzione di un veicolo, ma anche il solo stare seduti all’interno di esso.

È quanto accaduto ad un tenente di vascello pilota della Marina Militare Italiana, condannato dalla Cassazione per aver pubblicato un commento diffamatorio sul noto social network

di Danila SarnoImmagine della bandiera italianaAttenti ad apostrofare l’Italia con epiteti poco cordiali su Facebook o altri social network, perché potreste commettere un reato e finire in carcere! Lo sa bene un tenente di vascello pilota della Marina Militare Italiana, condannato dalla Corte di Cassazione, con sentenza numero 35988 del 2019, a un anno e quattro mesi di reclusione.

La questione aveva toccato anche Nocera Inferiore, dove il presidente Cosimato aveva fatto un passo indietro lasciando campo libero all'elezione della neoguida Guido Casalino

Non più di due mandati consecutivi per i componenti dei Consigli dell’Ordine degli avvocati. Lo ha statuito la Corte Costituzionale con la sentenza resa nota lo scorso 19 giugno, deliberando sulle questioni sollevate dal Consiglio Nazionale Forense.

Per l’articolo 63 c. 4 delle disposizioni di attuazione del codice civile, chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e precedente

di Danila Sarno

liticondominioSpesso, quando si acquista un immobile in un condominio si rischia di avere una brutta sorpresa: essere costretti a pagare le quote condominiali non versate dal precedente proprietario. Ai sensi dell’articolo 63 comma 4 delle disposizioni di attuazione del codice civile, infatti, “chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente”.

L’obbligo, dunque, non è temporalmente illimitato, ma circoscritto ai contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente; il termine “anno” fa riferimento all’anno di esercizio condominiale e non a quello solare. Chiaramente, l’articolo 63 privilegia la tutela del condominio, che deve poter contare sui fondi necessari alla propria gestione, stabilendo appunto che il nuovo proprietario debba rispondere anche dei debiti pregressi, sia pure per il periodo limitato al biennio precedente. Alla luce di ciò, si prevede che l’amministratore possa richiedere il pagamento dei debiti direttamente all’acquirente, che potrà in seguito rivalersi sul venditore per ottenere il rimborso delle quote relative al periodo precedente all’acquisto. Rimborso che, tuttavia, non è sempre facile da ottenere: quando il vecchio proprietario non adempie volontariamente, infatti, è necessario ricorrere ad una vera e propria azione legale, con tempi e costi spesso irragionevoli.condominio3
Il solo modo di sottrarsi a questo rischio è quello di verificare, prima di procedere all’acquisto, se esistono debiti condominiali, facendosi rilasciare dall’amministratore di condominio una dichiarazione relativa alla presenza e all’ammontare delle quote insolute. Così, in fase di trattativa, sarà possibile concordare con il venditore un prezzo e delle condizioni di pagamento che consentano di compensare le somme da lui non versate.
Come sottolineato dalla Corte di Cassazione, essenziale è stabilire quando l'obbligo di contribuire alle spese condominiali sia sorto. Nel caso di spese di ordinaria manutenzione, l’obbligo di pagamento nasce al momento della prestazione dei servizi o di inizio dei lavori, a prescindere dal tempo in cui l’assemblea ha deliberato la spesa. Nel caso di lavori di straordinaria manutenzione, ristrutturazione o innovazioni sulle parti comuni, invece, rileva la data di deliberazione dell’intervento, “avendo tale delibera valore costitutivo della relativa obbligazione. Di conseguenza, ove le spese in questione siano state deliberate antecedentemente alla stipulazione del contratto di vendita, ne risponde il venditore, a nulla rilevando che le opere siano state, in tutto o in parte, eseguite successivamente, e l'acquirente ha diritto di rivalersi, nei confronti del medesimo, di quanto pagato al condominio per tali spese, in forza del principio di solidarietà passiva di cui all'art. 63 disp. att. c.c.".

Gli Ermellini hanno ravvisato nella situazione la violazione dell’obbligo di custodia da parte del fabbricato. Importante apertura del Tar Lazio che liberalizza la presenza degli animali in spiaggia

di Rosa Soldani

Il fenomeno del randagismo per le strade delle nostre città rappresenta un problema di non poco conto. Accade spesso che agli animali affamati venga dato cibo sui marciapiedi, o nelle aree condominiali, e che questo, benché nobile gesto, possa ostacolare il passaggio pedonale creando disagi o danni.

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