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A "Linee Contemporanee" di Salerno in mostra dal 20 dicembre 45 piatti dell'artista. Curatore dell'iniziativa il professor Rino Mele

di Gabriella Taddeo

Prosegue la Rassegna di arti visive presso Linee Contemporanee in via Parmenide, a Salerno, che propone da qualche anno artisti e artigiani di qualità in collaborazione con la Fornace Falcone che - come molti sanno - è un promotore di cultura d’eccellenza oltre che produttore diretto di eventi presso il suo suggestivo spazio tutto all’aperto.
A partire dal venti dicembre prossimo e per tutto il periodo netalizio saranno visibili quarantacinque piatti di diametro 45 creati da Franco Longo e commentati dal curatore della mostra il professore dell’Università di Salerno Rino Mele. Questo artista, oramai di livello internazionale, è operante fin dagli anni settanta con la sua multiforme attività. La sua produzione si può dire ininterrotta e molto intensa: alla videoarte che lo ha visto produrre filmati, LP e videotapes, ha affiancato strumenti di espressione più tradizionali come la pittura su tela.
Longo è, in questo senso, figlio del suo tempo, della società telematica. E’ stato un valido videoartista. Ha abbracciato questa nuova poetica: lo schermo ha assunto per lui  il carattere di un pozzo, di un labirinto, proponendo una sorta di quadro dentro il quadro, con un gioco che, spinto fino alle estreme conseguenze, potrebbe ripetersi all’infinito. Ma l’immagine elettronica non ha annullato del tutto o resa obsoleta per lui la secolare tradizione artistica della pittura e della scultura ancora rispondenti ad esigenze attuali. Anche nelle sue opere dipinte permane certamente il rimando continuo ad altre epoche, ad altri stili, ad altri modi. Colore e figura ossessionano con ricorrenza voluta la sua ricerca visiva tanto in senso figurativo che informale, una figurazione in altre parole contemporaneizzata.
A fine anni novanta la produzione di Longo si è lasciata attraversare da una costante tensione e riflessione sul nulla, sull’angoscia e sull’orrore che esso può provocare all’interno dell’animo umano. Tensione che attualmente ci sembra attutita.
Attualmente Longo si cimenta con la ceramica  in questa serie di grandi piatti da arredamento su cui ripropone le sue forme particolarissimi nonché la sua ricerca cromatica degli smalti che è sperimentazione ben diversa da quella coloristica del quadro. Difatti questa cromia passa attraverso le trasmutazioni causate dal fuoco e dalla cottura e l’artista è costretto di conseguenza ad interagire con gli elementi naturali. Questa volta Longo sceglie dunque la via del fuoco.

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