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Il consigliere Salomone, delegato alla collina del parco ed il presidente di “Ridiamo Vita al Castello”, Sergio Claudini, fanno il punto sui lavori di restauro e non solo
di Valentina Milite
Un progetto fortemente voluto dai ragazzi dell’associazione “Ridiamo Vita al Castello”, che nel 2018 avevano avviato una raccolta fondi per permettere il restauro dell’affresco, poi cofinanziato dall’amministrazione comunale.

I lavori, iniziati a maggio 2021, sono stati coordinati e seguiti da restauratori esperti dell’associazione romana Yococu e studenti dell’UNICAL (Università della Calabria).
L’affresco, rinvenuto dietro la nota torre normanna del castello, grazie ad una similarità con quelli dell’Abbazia di Sant’Angelo in Formis, a Capua, è stato datato intorno all’XI secolo e ritrae gli apostoli San Giovanni, Sant’Andrea e San Pietro.
Scoperta inattesa durante questa prima fase dei lavori è stato il rinvenimento di una ulteriore sezione intonacata coperta da strati murari successivi, a lato dell’abside che incornicia l’attuale affresco oggetto del restauro. «Si ipotizza che in realtà questo prosegua a creare una scena che raffiguri oltre i 3 apostoli oggi visibili, un corteo di santi che culminava con una figura religiosa al centro, che doveva essere o un Cristo (probabilmente un Cristo Pantocratore) oppure una Madonna assisa in trono» afferma Sergio Claudini, giovane presidente dell’associazione “Ridiamo Vita al Castello”.salomone affreschi Ipotesi che si spera di poter verificare con ulteriori lavori di scavo e restauro, oltre quelli ritenuti prioritari della messa in sicurezza dei ruderi medievali del castello.
Il consigliere comunale Raffaele Salomone, delegato alla valorizzazione della collina del Parco e del Palazzo Fienga, dichiara: «L’obiettivo che qui perseguiamo è quello di rendere questo luogo vivo e fruibile alla cittadinanza per il maggior numero di giorni e di ore possibile: sia per attività lavorativa, che ricreativa, ludica e culturale. Ciò necessita però di una preventiva opera di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli ambienti. Mi riferisco ai locali, ma anche, in generale a tutta la collina del parco. L’anno scorso, le chiusure per il covid hanno mostrato la necessità per la cittadinanza di vivere luoghi all’aperto e riqualificare il Parco restituirebbe uno spazio verde importante ai Nocerini».