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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

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Una lettera aperta degli attivisti 5 Stelle invita Torquato a far chiarezza sul futuro del settore ecologia nella città capofila dell'Agro. Dure le critiche ma insieme ad esse una serie di proposte che anche altre forzei politiche sembrano non bocciare "a priori"


Una lettera aperta al sindaco, avvocato Manlio Torquato, per chiedere quale sarà lo sviluppo del settore ecologia nella città di Nocera Inferiore. E’ stata protocollata al Comune nel pomeriggio del 18 marzo, ed i suoi toni sono a volte decisi e forti. «In merito agli ultimi avvenimenti relativi al settore rifiuti nel nostro comune – vi si legge -  e che hanno messo in evidenza luci ed ombre sull’operato dell’oramai ex-dirigente di settore, ingegner Luigi Canale, il gruppo attivisti del Movimento 5 Stelle locale chiede al sindaco Torquato se intende chiarire alla cittadinanza le vicende accadute ed il futuro del settore ecologia, spiegando una buona volta cosa intende fare in merito alla delega all’ambiente, dato che, un giorno (24 febbraio) dichiara di non volerla ritirare all’assessore Lanzetta e poi si apprende che la stessa le è stata revocata.  Vorremmo, quindi, - continua il documento - capire che senso ha “parcheggiare” e “stipendiare” un assessore o un dirigente (Marra) ormai orfano di incarichi. Ancora non è chiaro se sono state presentate o meno le dimissioni da parte dell’assessore Lanzetta, anche se crediamo che la sua dignità la porterà ad allontanarsi da quello che sembrava un percorso tracciato verso Rifiuti Zero ed al quale sembra che oramai l’Amministrazione già non creda più, basta vedere lo stop all’implementazione della “Raccolta Porta a Porta” nella zona centrale della città».
La lettera aperta però non è solo di censura,  ma si offre anche strumento propositivo quando scrive: «Intanto, proprio a dimostrazione del non voler essere solo critici, come sempre Le facciamo anche qualche nostra proposta in merito al futuro della gestione, sulla quale ci auspichiamo rifletta prima di darci una risposta affrettata così come è capitato per la proposta di “idea alternativa” ai lavori di Piazza del Corso». Nel dettaglio, le proposte di M5S Nocera sono l’attuazione del piano industriale approvato con delibera di giunta 323 del dicembre 2012; la valutazione di installazioni Impianti di compostaggio di quartiere laddove possibile; l’istituzione, in collaborazione con tutti gli istituti scolastici e le associazioni tematiche presenti sul territorio, di un ciclo di informazioni interattive con la cittadinanza; la comunicazione online, a cadenza mensile, dei dati relativi alla raccolta del materiale differenziato e del ricavato dalla sua vendita, «Magari – si legge - utilizzando o aderendo a qualcosa di simile a quello che si può vedere sul sito  dove sono presenti i dati di alcuni comuni ricicloni». E ancora, i Grillini propongono la pubblicazione online dei dati relativi all’insoluto, in forma anonima ma raccolti per categoria di utenti, in modo da poter percepire anche dove andare a ricercare eventuali evasori o porre attenzione a sgravi da valutare per venire incontro a disagi o contingenze che possono esserci tra la cittadinanza o le attività economiche, e poi l’attivazione di un «sistema di collaborazione e premialità con le attività presenti sul territorio e che possono collaborare alla gestione ottimale delle materie nobili riciclabili: alluminio, plastica, cartoni, mobilio riutilizzabile, componenti ed apparecchiature elettroniche ed ingombranti in genere che solitamente vengono abbandonati anziché essere trasferiti all’isola ecologica».
Gli attivisti Cinque Stelle chiedono poi al sindaco di valutare che essi non vogliono «essere un “opposizione” ma un organo, seppur esterno, di valutazione critica, atta a far riflettere su quanto si fa e che a volte, forse, presi dalla quantità e dalle urgenze non si riesce a tenere bene sotto controllo. Detto questo – scrivono nella parte conclusiva della lettera aperta - ci permetterà di sollecitarla, così come abbiamo fatto anche per altre cose, a non voler tentennare nelle scelte, o magari, se deve confrontarsi, lo faccia in maniera aperta con la cittadinanza, in maniera interattiva e non solo comunicando a senso unico così come fa nelle sue “trasmissioni istituzionali” che spesso si traducono in un racconto senza obiettivi e senza tempi certi, oltre a non essere ben compresi dalla cittadinanza. Se poi, invece, lei continuerà ad agire così come ha fatto sinora, ne prenderemo atto e vorrà dire che confermerà l’idea che ci siamo fatti già da un po’: tentare di instaurare delle “larghe intese” anche a livello locale, facendo un fritto misto di forze civiche e partiti senza farci capire l’obiettivo che intende raggiungere e che se forse lo spiegasse non sarebbe male».

Paloma Féliz

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