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A Villa Calvanese, sede dell'Associazione, il presidente Salvatore Campitiello relaziona sulle numerose novità nella professione. In omaggio all'8 marzo, presentato il libro "Ti racconto una donna"

di Paloma Féliz

Informare sui nuovi aggiornamenti della professione giornalistica  è stato l’obiettivo principale dell’incontro tenutosi sabato 8 marzo alle 17, presso Villa Calvanese, in Castel San Giorgio, sede dell’Associazione giornalisti Campania Valle del Sarno (Assostampa). L’appuntamento, presieduto dal presidente Salvatore Campitiello, si è proposto d’illustrare le nuove direttive dell’Ordine dei Giornalisti.
I punti emersi nella riunione sono stati: la formazione professionale continua obbligatoria per tutti i giornalisti pubblicisti e professionisti per maturare 60 crediti formativi, secondo la legge in vigore da quest'anno. Ricongiungimento, ovvero la possibilità anche per i pubblicisti di iscriversi all’elenco dei professionisti dopo della decisione del Consiglio Nazionale dell’Ordine del 18 dicembre 2013. Un giornale a scuola, con possibilità di impegno remunerato dei giornalisti presso le scuole attraverso idee dell’Assostampa.
Nel corso della riunione, il presidente ha evidenziato che per la prima volta dall'istituzione dell'albvo professionale, un giornalista è obbligato ad aggiornarsi mediante un piano triennale con 60 crediti formativi offerto gratuitamente.  «Siamo costretti  - afferma Campitiello - a rivedere bene le norme che regolano la deontologia professionale, e questo serve per portare il giornalista all’altezza del compito, perchè una categoria che non si aggiorna è una categoria che cammina a basso rilievo».
L’incontro ha visto anche la presentazione del libro “Ti racconto una donna” di Angela Panaro e Antonio Stecca. Un racconto breve che parla di storie vere, dove ogni storia appartiene alle problematiche che le donne sono costrette ad affrontare nella quotidianità. il giornalista Alfredo Salucci, che ha presentato il libro, ha messo in risalto il difficile percorso delle donne nella vita, soprattutto nel rapporto conflittuale esistente tra madri e figlie.
«Ti racconto una donna nasce - spiega Panaro -  con il desiderio di dare voce alle tante donne che incontriamo nella quotidianità e che purtroppo non riescono a farsi sentire, dal passato al presente. Chiaramente non ci sono donne del futuro perchè spero che da questa storia possa nascere una donna nuova, e quindi una donna che possa essere riscattata da quel silenzio a cui troppo spesso siamo state costrette».
In chiusura, l'associazione ha voluto rispettare la memoria dell'8 marzo facendo omaggio a tutte le donne presenti un ramo di mimosa.

Il videoservizio di Paloma Féliz, con le riprese di Marco Castaldo

 

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