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Problemi di privacy per il nuovo software che sta spopolando sul web. Un analista americano scopre che la società copia i dati dagli smartphone e li carica su un server esterno

di Francesca Melody Tebano 

Quest'estate a parecchi di noi è capitato di notare alcuni nostri amici di Facebook che pubblicavano screenshot di messaggi anonimi, provenienti da una specifica app.

Si tratta di Sarahah, è stata creata in Arabia Saudita dall'ex-analista petrolifero Zain al-Abidin Tawfiq e sta spopolando in diversi paesi di tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Italia. La parola Sarahah proviene dall'arabo e significa apertura, schiettezza e onestà, ma non è un termine proprio appropriato, perché è un'applicazione di messaggi in cui qualsiasi utente può inviare un pensiero, un complimento, ma anche un'offesa a chiunque iscritto alla piattaforma nel completo anonimato. L'app in stile Ask.fm, Secret, Whisper conta già quasi 15 milioni di utenti, ma sono già emersi i primi problemi. Infatti, secondo un'inchiesta di The Intercept, l'analista Zachary Julian di Bishop Fox, grazie al software di monitoraggio del traffico Burp Suite, è riuscito a scoprire che Sarahah “ruba” i contatti di ogni smartphone, caricandoli sul server dell'applicazione. A oggi non si è ancora, però, capito il reale motivo di questa  grave violazione della privacy. L'ideatore si difende, affermando che l'utilizzo dei dati è esclusivamente di natura tecnica “per una funzione futura utile a individuare gli amici”. Ma fa anche un passo indietro in questo senso, ovvero la richiesta dei dati sarà eliminata con il prossimo aggiornamento. 
Non finisce qui, ci sarebbe anche un'ulteriore fonte di preoccupazione da parte degli utenti, riguardante il Cyberbullismo. Sì, perché l'app è un “terreno fertile”, visto l'anonimato, per tutti quei comportamenti offensivi, tipici della Rete.