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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Ancelotti ha le sue colpe perché troppi sono i giocatori fuori ruolo Di Lorenzo su tutti. Questa sconfitta segna la fine di un ciclo: tra gennaio e giugno ci vuole una rifondazione
di Enrico D'Agosto

una fase della garaBologna, una città ed una squadra che ispirano simpatia. Bologna è la città dei tortellini, dei ravioli, del prosciutto, di Lucio Dalla. Bologna la città che ha rigenerato giocatori dati per finiti come Signori, Baggio, Divaio.

Una città che tutti si augurano possa recuperare un guerriero come Sinisa Mihajlovic, allenatore dei rossoblu colpito da una brutta malattia ed esempio di forza d'animo ed amore per la vita. Il campionato propone un Napoli-Bologna che diventa sfida cruciale per il prosieguo del campionato in quanto, dopo la splendida prestazione di Liverpool, gli Azzurri devono confermare il cambio di rotta con una vittoria convincente e dove alcuni giocatori in particolare devono recuperare la fiducia della società e dei tifosi. Segue la sua filosofia Ancelotti e cambia ancora la squadra. Recupera Insigne ma tiene ancora fuori Callejon, forse il peggiore per rendimento dall'inizio del campionato. Conferma la difesa di Liverpool con i tre giganti (Koulibaly, Maksimovic, Manolas), più il vigoroso e sorprendente Di Lorenzo che può fare sia il quarto della difesa sia eventualmente il quarto di centrocampo. In attacco a riposo Mertens e spazio a Llorente ed Insigne che con Lozano formano il trio d'attacco. La partita nel primo tempo è abbastanza monotona, la qualità è poca e non riesce a decollare. Il problema del Napoli è sempre quello di avere difficoltà a fare il gioco con le piccole squadre, anche se riesce a concludere un paio di volte, di cui un gol annullato a Lozano ma è troppo poco. Un guizzo di Insigne e nel finale mette Lorenzo in condizione di ribattere in rete e così il Napoli va in vantaggio, non senza aver mancato il raddoppio in un paio di occasioni tutto questo nei minuti finali. Si va in vantaggio 1-0 negli spogliatoi e questo è molto positivo. Partono bene gli azzurri nel secondo tempo ma dopo aver sprecato qualche buona occasione subiscono il pari sull'unico tiro in porta del Bologna fino a quel momento. Si disunisce la squadra e rischia il raddoppio dei felsinei in un paio di occasioni che purtroppo arriva puntualmente e meritatamente a 10 minuti dalla fine. Almeno il pareggio sembrava cosa fatta all'ultimo respiro ma il gol di Llorente veniva annullato per fuorigioco di circa un centimetro. Doppia delusione perché oltre la sconfitta la squadra si è dimostrata ben poca cosa. Non può avere due volte così contrastanti in meno di una settimana e non è solo sfortuna. Ancelotti ha le sue colpe perché troppi sono i giocatori fuori ruolo Di Lorenzo su tutti. Questa sconfitta segna la fine di un ciclo per cui tra gennaio e giugno ci vuole una rifondazione a cominciare dall'allenatore. Un'ultima annotazione: come cantava Lucio Dalla in una famosa canzone questa sera "c'è una grossa novità". Al primo posto non c'è più la Juve ma l'Inter. A differenza del Napoli che nel campionato 2015-2016 girò prima nel girone di andata, i neroazzurri a gennaio compreranno sicuramente dei rinforzi, mentre in quella stagione il Napoli comprò Regini e Grossi e in rosa aveva gente come Chaloba, De Guzman e Dezi. Questa è storia.

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