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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

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Questo lo "slogan", la "mission" di Officina Scuola che si svolgerà ad Angri presso il Liceo Don Carlo La Mura nei giorni 21 e 22 marzo

Conosciamo i relatori dell'evento, ma soprattutto conosciamo lui, Alfonso D'Ambrosio,  l'artefice di tutto ciò, colui che ha avuto l'idea di condividere con la sua terra, Angri, l'evoluzione della scuola, il cambiamento.

Mi chiamo Alfonso D’Ambrosio, 38 anni, fisico e docente di Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico IIS Cattaneo di Monselice (Pd). Dopo una parentesi di ricerca trascorsa all’Università, dove mi sono occupato di simulazioni numeriche e di neuroscienza in vivo con un multifotone, ho deciso che la mia strada era l’insegnamento e così mi sono abilitato con le vecchie SSIS all’insegnamento della matematica e fisica per le Scuole superiori (successivamente ho ottenuto il TFA anche per Matematica e Scienze nella secondaria di I grado).
L’insegnamento è prima di tutto per me una passione che cerco di trasmette ai miei studenti, con i quali ho sempre un rapporto alla pari: scopriamo, esploriamo, costruiamo insieme. Paradossalmente l’opposto di come sono stati la maggior parte dei miei insegnanti. Oggi mi occupo di didattica della fisica e sono ancora alla ricerca di un mio personale approccio all’insegnamento, che non so se troverò mai fortunatamente.
Secondo te quale rapporto tra digitale e didattica?
In rete sento spesso parlare di didattica digitale, di digitale a Scuola, di Scuola Digitale etc.,spesso contrapposta ad un modello vecchio di Scuola.  
La parola Digitale per molti viene confusa come sinonimo di Innovazione o di efficacia didattica, sei Digitale quindi sei un buon docente. Ecco che molti colleghi acquistano l’ultima App alla moda oppure si iscrivono a corsi sulla “didattica digitale”.
Nulla di più sbagliato! L’innovazione e ancor più la didattica , non la fanno gli strumenti, ma le persone. Occorre un pensiero didattico forte ed uno studio costante, un approccio scientifico alla didattica stessa.
Personalmente vivo e faccio vivere ai miei studenti il digitale naturalmente. Non esiste una didattica digitale per me ma la didattica, ma allo stesso tempo  il digitale restituisce ai docenti ed agli studenti alcune competenze assolutamente uniche, e lo dico con forza.
Con i miei studenti sperimentiamo la Fisica e la Matematica attraverso i mondi virtuali o i videogiochi,  i sensori di uno smartphone diventano un mezzo con il quale fare modellistica, la robotica con Arduino o Raspberry aprono un mondo nuovo, con nuove conoscenze e nuove competenze. Ne nascono dei lavori assolutamente originali: l’aerodinamica dei corpi non rigidi , la misura della radioattività con uno smartphone, la realizzazione di dispositivi domotici per i disabili. Come sarebbero possibile altrimenti?
Realizzazione di un videogioco 3d sull'evoluzione darwiniana
 
Digitale e pedagogia?
Le tecnologie sono familiari ai nostri ragazzi, i quali si limitano però ad un loro uso meccanico, eppure proprio per questo costituiscono un forte facilitatore procedurale, se non addirittura emotivo per noi docenti.
Che le ICT possano favorire un pensiero critico, un apprendimento collaborativo, un sussidio per i Dsa ed i Bes,  è cosa di cui si discute da anni (non a caso quando iniziai le SSIS nel 2005, i corsi di Didattica e ICT erano molteplici). Non “perdiamo tempo” sui contrasti, ma sperimentiamo attivamente e documentiamo.
I docenti, dal mio punto di vista, devono considerarsi dei ricercatori didattici; ricercatori appassionati che cercano e ricercano con i propri studenti ed insieme ad altri colleghi. Non esiste IL modello didattico e pedagogico per eccellenza, ogni docente deve tarare su di se e sulle sue classi il proprio, che non sarà mai statico. Ecco un docente deve essere come una antenna , sempre pronto a sintonizzarsi sulle diverse lunghezze dei propri studenti, ai quali non trasmette nozioni, ma con i quali costruisce un pensiero condiviso, mediato.
 
Una lezione con il supporto digitale non è una lezione che s'inventa, ma necessita di una costruzione, oggi sono pronti i docenti?
Sì e lo sono sempre stati. Mi riferisco a quei docenti che si mettono in discussione, che guardano alla Scuola non come ad un tempio, fatta solo di voti, verifiche, giustificazioni, note disciplinari. Per questi docenti il lavoro di un insegnante non è mai ripetitivo, non si viene mai in classe per dire “le stesse cose dell’anno prima”.
Qualcuno obietta che la mia visione disincantata è solo dettata dalla mia “poca” esperienza da docente (in termini temporali), invece io dico provate ad alzare gli occhi, provate a non sedervi dietro una cattedra, ma in mezzo agli studenti, provate a guardarli negli occhi, provate a rendere l’educazione un innamoramento creativo. L’educazione allora diventa permanente, esce fuori dagli spazi fisici della Scuola e va oltre, ben oltre le classi virtuali o il tempo Scuola.

Studio del calcio di una palla in un mondo virtuale

Officina scuola perchè? perchè proprio l'idea dell'officina?
L’apprendimento quando diventa permanente, quando si realizza quell’innamoramento verso il sapere, la curiosità verso le cose, implica uno stravolgimento del sé, l’educazione ti entra nelle vene e ti impone di metterti in discussione e di farlo con tanti soggetti, non solo la Scuola, ma anche associazioni, territorio, aziende. La Scuola è quindi una sorta di cantiere aperto dove si costruisce quell’innamoramento educativo assolutamente personale!
 
Per questo dico ai colleghi: sperimentate con le vostre mani, non limitatevi ai Piani calati dall’alto e non fidatevi di chi vuole vendervi l’asso nella manica. Trovate la vostra strada e di tanto in tanto abbandonatela per perdervi e ritrovarvi. Seguite i suggerimenti dei formatori, ma fino ad un certo punto e non createvi dei miti educativi. Non esistono! E prendete per vero ma non troppo tutto quello che ho scritto!

isicamatematica.forumfree.it
http://www.professionistiscuola.it/didattica-fisica.html

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