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I nuovi apparati sono biologici, garantiscono una vita quasi del tutto normale e hanno una durata che riduce in modo concreto il rischio di dover reintervenire 

di Antonietta Rosamilia
Per la prima volta in Campania e la seconda nell’Italia meridionale, un paziente di 67 anni riceve presso la Cardiochirurgia d’Urgenza dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, diretta dal dottor Severino Iesu, l’impianto di una nuova protesi valvolare aortica biologica che offrirà, soprattutto ai pazienti più giovani, maggiori garanzie di durata nel tempo e minore rischio di reintervento.

La malformazione congenita della valvola aortica colpisce frequentemente la popolazione giovanile  e spesso si rende necessario l’ intervento chirurgico di sostituzione. Attualmente sono due le protesi artificiali disponibili: quella meccanica e quella biologica. La nuova protesi valvolare aortica biologica utilizzata nella circostanza  riduce il rischio di degenerazione e, in caso di sostituzione, offre la possibilità di una soluzione non chirurgica mediante l’utilizzo di una tecnica interventistica cardiologica che consente l’impianto della valvola aortica con approccio percutaneo. In tal modo sarà ancor più facile nel laboratorio di emodinamica inserire in futuro, mediante un catetere, una nuova protesi biologica.
Sono queste le motivazioni che hanno portato il dottor Severino Iesu alla scelta della nuova protesi nel sig. C.A., il quale era stato già operato 13 anni orsono di impianto di protesi valvolare aortica biologica a seguito del malfunzionamento della valvola aortica bicuspide nativa. Tuttavia, come prevedibile nei soggetti di età inferiore a 60 anni, la valvola impiantata era degenerata, tanto da causare un danno ad altre due valvole cardiache. Il complesso intervento di riparazione della valvola mitralica e tricuspidalica e di risostituzione della valvola aortica con questa nuova protesi offrirà al paziente il beneficio di un migliore stile di vita senza esporlo al rischio di un ulteriore intervento chirurgico.