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Parliamo di tutti i disturbi in cui sono presenti manifestazioni di pensiero e di comportamento che non facilitano l’adattamento al mondo e che non sono limitati a pochi contesti

Cara dottoressa Di Mauro,
sono una ragazza di 19 anni che frequenta il primo anno di università. Nel discutere con una mia amica, abbiamo iniziato a cercare dei miei comportamenti su internet e mi è uscito spesso come risultato delle ricerche il Disturbo Borderline di Personalità. Vorrei capire meglio che significa e come posso farmi aiutare.

Licia

Cara Licia, il disturbo borderline di personalità (DBP) è un disturbo di personalità caratterizzato da repentini cambiamenti di umore, instabilità dei comportamenti e delle relazioni con gli altri, marcata impulsività e difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri.
Cosa significa tutto questo? Innanzitutto chiariamo che definiamo “disturbi della personalità” tutti i disturbi in cui sono presenti manifestazioni di pensiero e di comportamento disadattivi (ovvero che non facilitano ladattamento al mondo) che non sono limitati a pochi contesti, sono inflessibili e apparentemente permanenti, e coinvolgono la sfera cognitiva, affettiva, interpersonale.
Le persone con questo disturbo, pur essendo dotate di molte risorse personali e sociali, realizzano con difficoltà e a fatica i propri obiettivi.
Questo disturbo colpisce il 2% della popolazione, più frequentemente il sesso femminile, e in genere l’esordio avviene in adolescenza o nella prima età adulta.
Una caratteristica spesso presente è l’instabilità emotiva, ovvero il cambiamento di emozioni rapido: da triste a felice, da rabbioso a in colpa. A volte emozioni contrastanti sono presenti contemporaneamente, tanto da creare incomprensione nel soggetto stesso e nelle persone a lui vicine. Per cui, le persone a lui vicine spesso si allontanano e c’è una difficile gestione delle relazioni. Le relazioni dei Borderline sono intense e coinvolgenti in fase iniziale e poi all’improvviso non hanno più senso.disturbi personalita2
Spesso le persone con disturbo borderline di personalità agiscono impulsivamente e senza riflettere, come se non ci fossero conseguenze a lungo termine.
Inoltre sono spesso presenti: esplosioni di rabbia, litigi violenti fino alla rissa, abuso di sostanze, abbuffate di cibo, gioco d’azzardo, promiscuità sessuale, spese sconsiderate. Possono anche manifestarsi atti autolesivi (es. procurarsi dei tagli sul corpo con delle lamette o delle bruciature con dei mozziconi di sigaretta, ingerire dosi eccessive di psicofarmaci) o tentativi di suicidio.
Chi ha questo disturbo presenta una difficoltà a riflettere sulle proprie esperienze, sui propri stati d’animo e sui propri rapporti interpersonali in modo coerente e lineare. Infatti sembra che le conversazioni di queste persone siano in genere ricche di episodi, scene e personaggi, ma prive di un filo conduttore evidente. Non esistono vie di mezzo, sono per il “tutto o nulla”, per il nero o bianco.
Purtroppo. tra le conseguenze principali di questo disturbo figurano l’instabilità nei rapporti interpersonali, lo scarso rendimento lavorativo nonostante le capacità del soggetto, l’abuso di alcool e di droghe e, in casi estremi, il ricorso ad atti autolesivi e suicidari.
In realtà ci sarebbe molto da parlare di questo disturbo, che è uno dei più studiati, ma passo direttamente a indicarti come puoi fare per risolvere, se effettivamente la tua “autodiagnosi” fosse giusta.
Il trattamento elettivo per questo disturbo, oggi, sembra essere la terapia dialettico-comportamentale (DBT) di Marsha Linehan. Questo è un trattamento ad orientamento cognitivo-comportamentale integrato. Secondo la Linehan, la principale difficoltà di chi ha il disturbo borderline è quella di gestire le proprie intense emozioni (disregolazione emotiva). Obiettivi peculiari di questa terapia sono la riduzione dei comportamenti suicidari e dei comportamenti che interferiscono sia con la terapia, che con la qualità della vita del paziente. Il trattamento della Linehan prevede due ore a settimana di terapia individuale e due o tre ore a settimana di incontri di gruppo (gruppi di skills training e di mindfulness). Negli incontri di gruppo vengono potenziate quelle abilità in cui il paziente risulta carente, in particolare la regolazione delle sue intense emozioni negative.

Spero di aver soddisfatto le tue curiosità ed averti indicato al meglio.
Un abbraccio,
Valentina Di Mauro

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