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Dopo aver ricevuto la notizia del commissariamento dell'ambito S1 da parte dell'assessorato regionale alle Politiche sociali si è, ormai, sono ormai in tanti a ritenere che vi sia stata incapacità politica e gestionale da parte del tavolo istituzionale: i dodici sindaci dell'agro che ne fanno parte, ed insieme a loro la Provincia di Salerno e l'Asl, non sono riusciti a trovare un'intesa per tutelare gli interessi dei loro concittadini, e complice anche una gestione tecnico-amministrativa del Piano di Zona S1 che definire travagliata è ben poco, si è giunti all'attuale situazione: un commissariamento basato su banali formalità omesse: «Per la verità - ci dicono soggetti interni al Pdz, si è trattato di un mero iter amministrativo che anche il più incapace o demotivato "impiegato" sarebbe stato in grado di portare a termine». Parole certamente dettate dall'amarezza della situazione ma che pesano come macigni. I bene informati interni alla struttura rincalzano la dose: «Di chi è la colpa? Cercheranno di farla ricadere su Rosa Zampetti, ma è l'unica che non c'entra.Gli avvertimenti della Regione sono iniziati a giugno, ma, evidentemente, presso l'ufficio di piano non sono stati capaci di leggere le note della Regione Campania. Eppure tutti gli operatori "altamente professionali" erano al loro posto, e remunerati da contratti ben più che appaganti».

La rabbia e la delusione degli interni è tanta, essendo il Pdz Sa1 passato progressivamente da struttura primaria della Regione ad ultima.

Il personale sa che ora la situazione peggiorerà ulteriormente: «Tutti sappiamo che con il commissariamento si gestirà l'ordinario, che non porterà sicuramente slancio nè innovazione. Sappiamo che il commissariamento non risolverà tutti i problemi che affliggono questa istituzione».