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Riceviamo e pubblichiamo il ringraziamento alla polisportiva Folgore di un "nocerino acquisito", come egli stesso si definisce: il dottor Antonio D'Antonio

Perché c’ero non lo so. Sono un nocerino acquisito. Non ho memoria di frequentazioni “folgorine”. Ho conosciuto l’associazione di rimando per quanto e come ne parlava mio cognato Gaetano Lamberti.

La sua (purtroppo) assenza alla magnifica serata, mi ha motivato a partecipare, forse inconsciamente, al suo posto. Ho conosciuto “La Folgore” dall’amore e dalla passione che mio cognato esternava continuamente.
Nella serata di ieri, la visione di una moltitudine di persone, incanutida come me, ed il loro entusiasmo, mi ha fatto capire cosa ha veramente rappresentato questa associazione per Nocera ed i suoi figli.
“La memoria come necessità di continuità storica” ha detto qualcuno. Non so se come scrive il poeta Ungaretti “il ricordare è di vecchiaia il segno”. Ma in una età matura si comincia a vedere come in un film: ambiente, persone, eventi del passato mai dimenticati, in sostanza uno spaccato di tempo e spazio della storia non solo personale.
“Nostalgico amarcord” lo ha definito l’avv. Di Vito, di cui ho scoperto solo ieri il ruolo fondamentale svolto, peraltro in una età in cui altri sono i desideri, nella fondazione della Folgore.
“La nostalgia non è un sentimento estetico ... Si ha nostalgia di un luogo per il semplice fatto di esserci vissuto, poca importa se bene o male. Il passato è sempre bello” (M. Houellebecq, Sottomissione).
In un parterre perfetto fatto dalla giusta aggregazione di tanti giovani e non più giovani ho capito di “Quanto” ha inciso nel tessuto sociale della città questa iniziativa.
Da cittadino nocerino acquisito rivolgo, anche per conto di chi non c’è più, un caloroso ringraziamento a chi ed a quanti si sono spesi per tutto ciò.
Auguri Folgore.

dottor Antonio D’Antonio