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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Con questa massa di denaro europeo in movimento sarebbe opportuno prevedere l’indennizzo per i malcapitati risparmiatori a cui nel 2012 è stato sottratto in malo modo l’80 per cento del risparmio investito in titoli dello Stato greco

Il Parlamento greco ha approvato, in maniera bizantina ed opportunistica, le gravose condizioni di Bruxelles, per incassare gli otto miliardi di euro (prima tranche degli “aiuti” promessi).

Il Parlamento greco potrebbe anche approvare, in maniera bizantina ed opportunistica, le gravose condizioni di Bruxelles, per incassare gli otto miliardi di euro, prima tranche degli “aiuti” promessi

Il parlamento greco accetterà le condizioni dell’”agreement”, cioè le ipotesi di accordo formulate stamattina a Bruxelles?
La partita, in ogni caso, presenta punti di scarsa chiarezza e non è per niente chiusa.
Se la coerenza ha significato e motivo di essere, dopo il "NO" al referendum del 5 luglio 2015, il Parlamento greco dovrebbe ribadire con forza il "NO" al “cogente dettato” dell’Unione Europea.

Approvata quasi alla chetichella insieme ad altre direttive comunitarie, arriva dal 2016 la legge che permetterà alle banche in difficoltà di risanarsi con i soldi degli italiani. Per il momento esclusi i conti sotto i centomila euro

di Nino Maiorino
Qualche avvisaglia era giunta, ma ora sembra che la norma ci sia. Tecnicamente si chiama “bail-in” ed è stato approvatoi dalla Camera insieme ad altre 57 direttive comunitarie, 6 regolamenti e 10 decisioni quadro, dando il via libera (definitivo) al disegno di legge di delegazione europea 2014.

Senza supporto finanziario dall’estero, la Nazione non riuscirà ad avviare un possibile circuito virtuoso.  Ma l’elemento fiducia in questa particolare fase storica è ai minimi termini

La situazione greca, anche alla luce del risultato del referendum di domenica 5 luglio 2015, è in una situazione di stallo/confusione totale.
La fiducia reciproca tra Governo greco, Commissione europea,  Banca centrale europea (BCE)  e Fondo Monetario internazionale (FMI) è a livello zero, o quasi.

Anche se gli investimenti esteri sono normalmente ben graditi dal mondo economico, il timore è che quando saranno smaltite le tonnellate di dollari custodite nei caveau della loro Banca Centrale, gli orientali impongano la loro moneta: lo yuan

I cinesi, in maniera "soffice ed amichevole", sono entrati ed entrano - dalla porta principale - nelle istituzioni pubbliche (Cassa Depositi e Prestiti) e nell'azionariato delle più importanti aziende del nostro Paese: Eni, Enel, Generali, Terna, Prysmian, Mediobanca, Fiat (oggi: Fiat Chrysler Automobiles - FCA), tanto per citarne alcune. banca della Cina
E' il caso, per l'appunto dell'Istituto bancario Intesa Sanpaolo.

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