fbpx
Per la tua pubblicità sul Risorgimento Nocerino

il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Una riflessione sul mutare dei pensieri e delle azioni dall'età più tenera verso quella della maturità. Quando da figli si diventa genitori

di Carla D'Alessandro

“Quant’è bella giovinezza/ che si fugge tuttavia! /Chi vuol esser lieto, sia: /di diman non c’è certezza.”  Lorenzo il Magnifico canta la giovinezza (Canti carnascialeschi), il dizionario parla di “età intermedia tra l’adolescenza e la maturità” della vita. Età dell’audacia e dell’istinto senza la prudenza: categoria della maturità. Per Dante è bellezza e fortezza, tempo della ricchezza nel cuore fiducioso, è “uno stato dello spirito/una intensità emotiva,/” con la bellezza del corpo, Douglas Mac Artur scrive è la “vittoria del coraggio sulla timidezza” (Sulla giovinezza).

Molte le questioni di stretta attualità che, in qualche modo, richiamano l’incresciosa esperienza dei Paesi bassi. Tra queste la scorribanda sui prezzi del petrolio

Fenomeni che noi conosciamo come "bolle finanziarie" non sono novità di questi tempi: la scommessa sull’apprezzamento sconsiderato dei prezzi dei tulipani culminò nella famosa asta di Alkmaar (zona Nord dell’Olanda) del 5 febbraio 1637, in cui centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un ammontare monetario di 90mila fiorini (l'equivalente attuale di circa 5 milioni di euro), ossia ciascun bulbo venduto al prezzo medio pari al reddito di oltre un anno e mezzo di un muratore dell'epoca.
Per molto tempo si è ritenuto che il tracollo delle quotazioni dei tulipani fosse stato privo di un particolare innesco, semplicemente i prezzi smisero di salire e iniziarono a scendere. Si deve però a Earl A. Thompson, professore di economia, un interessante contributo per dirimere la questione della causa che scatenò il tracollo dei prezzi:
Il Parlamento olandese emise un decreto che cambiò il modo di considerare i contratti aventi per oggetto i tulipani.

«Alla base di ogni azione volontaria c’è sempre una ricompensa in cambio dell’aiuto offerto che sia denaro, approvazione sociale o necessità di provare sollievo» afferma Marianna Serio, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale

di Federica Pepe

Dal gruppo caritas, nel contesto parrocchiale, alle aste di beneficenza, in quello sociale, dal volontariato negli ospedali, ai semplici “favori” quotidiani: da sempre si è fatto senza ricevere nulla in cambio!
Ma perché si è disposti a ritagliare del tempo della propria vita per far qualcosa che non ripaga concretamente? Chissà per quale ragione si crede facilmente che l’uomo agisca in virtù di un guadagno! Proviamo a parlarne con un’esperta, la dottoressa Marianna Serio, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale specializzata in psicologia giuridica.

Ogni giorno giornali, radio e televisioni ci bombardano di anglofonismi vezzosi e inutili. Spesso, come per esempio è il caso del "job act", sono equiparabili al celebre "sarchiapone"

Stepchild adoption”,”bail-in”, “quantitative easing”, “jobs act”: sono questi i termini che ogni giorno ci assillano da media e giornali.
E’ ora di dire basta a questa insana, scorretta abitudine di utilizzare termini stranieri per fotografare o commentare fattispecie tutte italiane o comunque di interesse nazionale. Questa modalità di linguaggio ingenera difficoltà interpretative e, sovente, equivoci e contraddizioni nella prospettazione di temi delicati ed indigesti alla maggioranza dei cittadini italiani.

Un omaggio ai nostri lettori con un racconto della nostra Carla D'Alessandro dal titolo "Notte magica"

La notte del cinque gennaio è una notte magica! E’ il mistero della Stella e della Luce, è l’arrivo dei Re Magi alla culla di Gesù con i loro doni simbolici: oro, incenso e mirra…ma è anche la notte in cui la vecchia Befana porta i doni ai bambini buoni e il carbone ai cattivi. Quando anch’io ero piccina, mettevo le calze al focolare e aspettavo con gli occhi pieni di sonno la cara vecchina. Volevo conoscerla, scoprire il suo segreto, vedere la gerla piena di giocattoli e scoprire se il mio desiderio era stato esaudito. Immancabilmente i miei occhi si chiudevano e il sonno vinceva la mia curiosità. La Befana arrivava e lasciava i suoi doni come quella bambola di carta pesta dagli occhi azzurri, che ancor oggi mi guarda da quel lontano 1953 e che ho sempre chiamato Pupetta, compagna e amica di tanti giorni lieti e tristi, ancora quel passeggino di plastica rosa con il quale portavo a spasso la mia cara bambola. Sotto il manto brillante della magia e del mistero si rinnova l’attesa dell’Epifania di anno in anno, di generazione in generazione, così quando da mamma divenni Befana, ritrovai negli occhi del mio bambino lo stupore e la meraviglia di quel risveglio mattutino che fa brillare gli occhi e battere fortemente il cuore. Ancora oggi che mio figlio è grande, la notte del cinque è la notte del mistero, dell’attesa, del sogno e della gioia di lasciare un piccolo dono. Leggere la felicità lieve nel cuore di un bimbo che aspetta un giocattolo desiderato o di un adulto che non aspetta nulla ma ritrova un regalo a sorpresa fra caramelle, cioccolatini e carboni di antica memoria.

Carla D'Alessandro

Sostieni il tuo giornale:
fai una donazione
al Risorgimento Nocerino

Cerca

Statistiche generali

Utenti
179
Articoli
7463
Visite agli articoli
9991393
« Febbraio 2019 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28