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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

A realizzarla fu l'azienda Gaetano Buscetto, cui furono poi affidati altri lavori simili. Una realtà che tutt'oggii continua a portare alto il nome della città nel mondo

di Anna De Rosa

Nella nostra città numerosi sono i nomi che l’hanno resa memorabile, e tra questi sicuramente quello di "don" Gaetano Buscetto. La sua industria, ancora in attività, fu tra i fiori all'occhiello di Nocera Inferiore negli anni '50.

Tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo un lembo di terra incontaminato, dove cielo e mare si incontrano e varie specie di volatili e mammiferi, alcune anche rare ed a rischio di estinzione, vivono e si riproducono. Meta ideale per una vacanza da sogno

di Maria Barbagallo

Una strada di collegamento tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo. Questo il destino progettato alla fine degli anni '70 della zona che oggi conosciamo come "La Riserva dello Zingaro". Ma nel mondo ambientalista si svilupparono una serie di iniziative che sfociarono, il 18 maggio 1980, in una marcia di protesta per indurre la Regione ad istituire la prima area protetta della Sicilia.

Uno spaccato di storia cittadina di metà '800, pubblicato nell’ottobre 1989 dal professor Raffaele Pucci sul mensile “La Cittanova” e frutto dei suoi studi sulla documentazione presente nell’archivio del Comune

di Raffaele Pucci

L'archivio comunale di Nocera Inferiore conserva ancora parec­chie carte relative alla realizzazione delle ferrovie che attraversano, in­vero con conseguenze non sempre gradevoli per il nostro territorio: e si tratta non solo della linea Napoli ­Nocera-Salerno, ma anche di quel­la per Avellino e Foggia, che, posta allo studio già nel 1843, sarà realiz­zata nel decennio successivo, con la costruzione - vale la pena di ricor­darlo - della galleria di Codola, che è il più antico traforo ferroviario italiano.

Per tutti i nocerini era un'istituzione, come la vicina chiesa di Santa Monica e gli antichi palazzi che non ci sono più. Si chiamava in realtà Domenico Ravelli. Com'era la città nel 1989

di Raffaele Pucci

Domenico Ravelli: abbiamo dovuto aspettare che ci lasciasse per sempre per conoscere il suo nome per intero, e non l'avremo riconosciuto se sui manifesti di lutto i familiari non avessero aggiunto tra virgolette, "Minicuccio".

Il nostro Agro è stato studiato da moltissimi geologi, che vi hanno rintracciato materiali che hanno permesso di ricostruire la storia dell’attività del vulcano più pericoloso del mondo 

di Giulio Caso

Noi viviamo su una piana la cui base è sprofondata, ad iniziare da 2 milioni di anni fa, formando una struttura a gradoni, con blocchi calcarei che hanno subito  notevoli ribassamenti.

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