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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

A Nocera Inferiore c'è stata una serie di conferenze senza dibattito; sarebbe stato meglio - facciamo ancora in tempo ad organizzarla - farne una come quella svolta a Salerno

di Donato Fioretti

 

Mercoledì 13 si è svolto a Salerno - presso l'Ordine degli architetti, un convegno dal titolo "La Città condivisa - gli architetti si confrontano con i protagonisti della vita culturale e politica di Salerno".
Un'idea che Fioretti vorrebbe "esportare" a Nocera Inferiore

Se non vogliamo ridurre la nostra città a porto franco della libera iniziativa, è fondamentale avere un piano capace di disciplinare gli interventi; ma un piano ha bisogno di scelte di fondo, di ipotesi generali che forniscano il senso ed il riferimento strategico degli interventi.
Occorre dare una strategia alla città!
L'idea di città che si vuole realizzare si lega alla lettura dei processi di trasformazione dell’intero corpo urbano; alla interpretazione delle nuove esigenze e prospettive.
Il compito della Politica (non a caso con la P maiuscola) deve essere quello di guidare le trasformazioni della città contemperando le varie esigenze; ed è auspicabile che intorno alle proposte suggerite si confrontino le forze politiche e tutti coloro che hanno a cuore il futuro della città.
La partecipazione della collettività, infatti, è elemento essenziale nel prendere le decisioni che riguardano il nostro futuro; quest'ultimo deve essere nelle nostre mani ed attende di essere costruito giorno per giorno secondo nuovi modelli, visto che quelli che ci eravamo dati hanno fallito.
Il mio auspicio, visti i tanti “guasti” riscontrabili nella nostra città, è quello di non vedere all’opera le stesse personalità che – anche grazie alla mancanza di partecipazione della comunità pensante – hanno potuto creare i “guasti” che sono sotto gli occhi di tutti

L'episodio reso noto con il video trasmesso da "Chi l'ha visto" ha sollevato il problema dell'azione di risposta del carabiniere verso la signora che si opponeva alla rimozione della sua auto

di Freya Dru  



Nessun dovere da svolgere, di qualunque lavoro si tratti, con divisa o senza, può giustificare il ricorso alla violenza per espletarlo, soprattutto se il gesto ... è coercitivo, nemmeno per difendersi, a meno che non si tratti di difesa da un'arma e ci sono 101mila modi per rendere inoffensivo qualcuno, soprattutto se è più debole, e soprattutto se sei una persona in divisa, dovresti sapere assolutamente come fare, anche se sei in un paese che ti dà scarsa formazione e strumenti come l'Italia, ciò non ti giustifica o ti conferisce il diritto, mascherato da dovere, di bypassare le regole dell'etica e della dignità, anche se chi ti trovi di fronte le ha dimenticate o non le conosce affatto. Siccome, poi, la condanna della signora, tra l'altro in secondo grado (...i fatti risalgono al 2011, la celerità della nostra macchina giudiziaria è da guinnes dei primati), per resistenza a pubblico ufficiale, non tiene conto, perchè non ammessa agli atti, della registrazione dello schiaffo di ritorno del "pubblico ufficiale", io direi che non sarebbe il caso di andarlo sbandierando troppo in giro come una santa e inopinabile verità, tra l'altro in Italia, dove le sentenze sono, alcune volte, paradossali.
Kant stesso ridimensionò il suo concetto di giustizia senza badare ai mezzi, di Macchiavelliana memoria, con quello di saggezza e buon senso. Direi che una ripetizione della Costituzione italiana fondata sull'equilibrio di principi di libertà e democrazia della quale tutti questi difensori della divisa si rendono facilmente uccel di bosco, non guasterebbe. La divisa rappresenta lo Stato che e' la nostra Costituzione che rappresenta il Popolo cioè il Cittadino, di cui chi è in... divisa , udite udite, ne è il servitore, non il padrone o il tiranno. Un sano ripasso a chi avrebbe dovuto o forse ha avuto, ma lo ha comodamente scordato, ricevere i precetti della nostra democrazia e la formazione psico-fisica adeguata per tutti i contesti e le circostanze, è consigliabile vivamente. Così come si spera passi presto il reato di tortura e quello di identificabilità degli agenti, qui in Italia come sempre, in ritardo sulla marcia del progresso ideologico, che ci costa anche tante sanzioni internazionali. Per tutti i morti ammazzati a calci e pugni, mai resi noti e mai comprovati e sempre insabbiati da un sistema contorto su se stesso che non viene fuori dalla propria crisi identitaria. Poi se non vi piace, potete sempre emigrare in un posto dove siete autorizzati a sparare a vista a chiunque non vi vada a genio. God save the People.

Il video originale:

Il video originale

E’ inutile insistere sulla rilevanza dell’indicatore “output gap” che “esprime la situazione dei conti pubblici coerente con il prodotto potenziale dell'economia, al netto della componente ciclica e delle misure di bilancio una tantum”

Bruxelles è preoccupata per la nostra stagnazione economica e dà credito agli indicatori che la rappresentano. E’ complicato guardare con favore un Paese che butta all’aria 80 miliardi di euro ogni anno per interessi sulla montagna del suo debito pubblico.
Meglio battersi in Europa per neutralizzare e accollare alla BCE la parte di debito pubblico eccedente il 60% rispetto al PIL. E’ il parametro fondamentale dettato dall’UE ed è questa la strada da seguire per poter progettare una crescita possibile.

Anche il quantitative easing targato Bce non sembra sufficiente a sbloccare il ristagno economico e la tendenza alla deflazione. Una soluzione possibile? Accollare alla BCE la parte di debito pubblico eccedente il 60% rispetto al PIL

Gli economisti sono concordi sulla opportunità di incrementare i consumi per il bene dell’economia nazionale. D’altro canto l’allentamento quantitativo (quantitative easing) della BCE mira proprio alla messa in circolo di nuova liquidità per invogliare le aziende ad investire ed a distribuire redditi aggiuntivi ai lavoratori impegnati nel processo produttivo. Va sottolineato che il “quantitative easing” targato BCE si serve del tramite bancario per stimolare aziende e consumatori.

E' sempre più presente la tendenza a ridurre la quota di reddito risparmiato privilegiando - anche con “comode rate” – l’indebitamento

E’ risaputo che gli americani hanno grossa propensione all’indebitamento per i loro acquisti e girano con un portafoglio rigonfio di carte di credito.
Al contrario, gli europei ed in particolare gli italiani hanno una predilezione per il risparmio. Per atavica consuetudine, per tradizione ed insegnamento familiare, per chiara indicazione costituzionale.

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