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Il Tribunale di Vicenza, affrontando il caso di un uomo investito da un’automobile, ha ammesso non solo la domanda di risarcimento della vedova, ma anche quella della fidanzata del defunto

di Danila Sarno

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Se un uomo sposato resta vittima di un incidente, non solo la moglie, ma anche l’amante, ha diritto al risarcimento per il dolore dovuto alla perdita dell’amato. Incredibile, ma vero! Ad affermarlo è stato il Tribunale di Vicenza, con una decisione relativa ad un processo per omicidio colposo.

Più precisamente, il caso riguardava un uomo che aveva perso la vita dopo essere stato investito da un’automobile. La moglie del malcapitato si era costituita parte civile nel processo contro l’automobilista che aveva provocato il sinistro, per ottenere una somma di denaro a titolo di risarcimento del proprio dolore. Dinanzi al giudice, però, anche l’amante del defunto aveva avanzato la stessa pretesa, ritenendo di aver subito un danno non patrimoniale per la perdita della persona amata. Il tribunale si è pronunciato in suo favore, ritenendo che anche chi si qualifica come fidanzato\a della vittima ed ha un’aspettativa di vita comune sia legittimato ad agire per il risarcimento. 
La donna, in effetti, aveva fornito prove inconfutabili sull’intensità della relazione intrattenuta con l’uomo, ed iniziata da sette mesi, dimostrando al giudice il comune progetto dei due di convivere e sposarsi, ovviamente dopo la separazione e il divorzio dalla precedente moglie.

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La decisione del Tribunale di Vicenza segue un orientamento giurisprudenziale consolidato, che tende a dare maggiore importanza ai legami affettivi, indipendentemente dalla loro qualifica giuridica e dalla sussistenza di un vincolo legalmente riconosciuto (parentela, coniugio ecc.).
Inizialmente si richiedeva che vi fosse stata convivenza tra la vittima e chi pretendeva il risarcimento della perdita affettiva, ma a partire dal 2015 è stata ritenuta sufficiente la prova di uno stabile legame tra le due persone, anche se non conviventi. La stessa Corte di Cassazione, nel 2017, ha riconosciuto il diritto a risarcimento dei nipoti non conviventi con il nonno, in quanto questo tipo di legame affettivo prescinde assolutamente dalla mera convivenza.

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