fbpx
Per la tua pubblicità sul Risorgimento Nocerino

il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Un anziano abruzzese ha preteso di porre fine all’unione con la moglie 44enne, senza passare per la separazione. Il motivo? Tra i due non vi sarebbe stata convivenza o consumazione del rapporto

di Danila Sarno

In Abruzzo, un uomo di 95 anni ha presentato domanda di divorzio immediato dalla moglie, più giovane di 41 anni e di origine straniera, sostenendo di essere stato circuito: in casa di riposo da più di dieci anni, l’arzillo vecchietto non avrebbe mai convissuto con la donna, né consumato con lei il matrimonio, di cui tra l’altro le figlie dell’uomo sarebbero venute a conoscenza solo tramite alcune cartelle esattoriali.

L’estrazione dei dati informatici contenuti in un computer è un’operazione meccanica e la relativa copia cartacea può essere acquisita dal giudice e liberamente valutata in giudizio

di Danila Sarno

Fidarsi è bene, “screenshottare” è meglio. Soprattutto se lo screenshot può valere come prova in un processo. È quanto si evince da una sentenza della Corte di Cassazione, la numero 8736 del 2018, dove si afferma che la copia cartacea di uno screenshot è una prova valida, anche se priva di attestazione ufficiale.

Per la Cassazione è il giudice a dover valutare i casi in cui il proprietario di un veicolo è giustificato per non essere in grado di indicare le generalità del conducente che ha commesso un'infrazione

di Danila Sarno

Ottime notizie per gli automobilisti! Secondo la Corte di Cassazione il proprietario di un'automobile, che affermi di non ricordare chi guidava il mezzo nel momento in cui è stata commessa un'infrazione, non deve necessariamente pagare la sanzione aggiuntiva prevista dall'articolo 126-bis del codice della strada.

A partire dal 25 maggio cambierà la disciplina relativa alla protezione dei dati personali, con regole più chiare e severe e con pesanti sanzioni in caso di trattamento illecito

di Danila Sarno

Il 25 maggio sarà operativo il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali delle persone fisiche e la loro libera circolazione, anche detto GDPR (General Data Protection Regulation).

La Cassazione, nonostante il reato fosse prescritto, si è pronunciata sul caso di un uomo condannato a pagare 7 mila euro di ammenda per aver abbandonato il proprio cane 

di Danila Sarno

Abbandonare il proprio amico a quattro zampe è un atto spietato e disumano, per il quale il nostro ordinamento prevede persino l’arresto. Per l'articolo 727 del codice penale, infatti, chi abbandona animali domestici può essere condannato fino a un anno di carcere o al pagamento di un'ammenda compresa tra mille e 10 mila euro.

Sostieni il tuo giornale:
fai una donazione
al Risorgimento Nocerino

Cerca

Statistiche generali

Utenti
179
Articoli
7213
Visite agli articoli
9691806
« Dicembre 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31