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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Per la Cassazione è il giudice a dover valutare i casi in cui il proprietario di un veicolo è giustificato per non essere in grado di indicare le generalità del conducente che ha commesso un'infrazione

di Danila Sarno

Ottime notizie per gli automobilisti! Secondo la Corte di Cassazione il proprietario di un'automobile, che affermi di non ricordare chi guidava il mezzo nel momento in cui è stata commessa un'infrazione, non deve necessariamente pagare la sanzione aggiuntiva prevista dall'articolo 126-bis del codice della strada.

La Cassazione, nonostante il reato fosse prescritto, si è pronunciata sul caso di un uomo condannato a pagare 7 mila euro di ammenda per aver abbandonato il proprio cane 

di Danila Sarno

Abbandonare il proprio amico a quattro zampe è un atto spietato e disumano, per il quale il nostro ordinamento prevede persino l’arresto. Per l'articolo 727 del codice penale, infatti, chi abbandona animali domestici può essere condannato fino a un anno di carcere o al pagamento di un'ammenda compresa tra mille e 10 mila euro.

Condannato a sei mesi di carcere lo spasimante insistente che con pedinamenti e lusinghe indesiderate crea una stato di ansia nella persona che desidera far cadere ai propri piedi

di Danila Sarno

San Valentino è ormai alle porte e per tutti gli innamorati è già partita da tempo la caccia al regalo perfetto. Attenti a non esagerare però, perché fiori, regali e attenzioni non sempre possono essere graditi alla persona che li riceve, tanto da farvi addirittura rischiare di finire in carcere per stalking.

Non c’è dolo quando il datore di lavoro in crisi non versa le ritenute fiscali per corrispondere il salario ai dipendenti, poiché il diritto alla retribuzione è tutelato dalla Costituzione

di Danila Sarno

Prima gli stipendi, poi le tasse. È questo quanto si evince dalla sentenza numero 6737 del 2018 della Corte di Cassazione. Più in particolare, i giudici hanno affermato che non commette reato l'imprenditore che, a causa di una crisi finanziaria, omette il versamento delle ritenute fiscali per pagare i propri dipendenti. 

Da giugno 2016 sostenere che l’Olocausto non si sia mai verificato costituisce un’aggravante rispetto ai crimini di discriminazione razziale, etnica o religiosa

di Danila Sarno

Negare l’esistenza dell’Olocausto è un reato punibile con la reclusione da due a sei anni. Lo ha stabilito il legislatore italiano nel giugno 2016, introducendo il delitto di negazionismo, quale circostanza aggravante rispetto al delitto di discriminazione di stampo xenofobo, al comma 3 bis dell’articolo 3 della Legge Mancino. Quest’ultima disposizione normativa , entrata in vigore nel 1975, già puniva i reati di propaganda razzista e di istigazione o incitamento alla commissione di atti di discriminazione fondati su motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

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