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di Gabriella Taddeo

 

Un caleidoscopio spettacolare di flash visivi (video, musiche, danza) è la rappresentazione della compagnia di Pippo Del Bono, veramente unica nel suo genere, tenutasi recentemente al teatro Verdi di Salerno nell’ambito della programmazione del teatro Ghirelli salernitano. I testi frammentari provengono da insigni, grandissimi autori come Artaud, Kafka, Alda Merini, Whitman, Pizarnik, coordinati fra loro da un’ unica voce fuori campo quella dello stesso Pippo Del Bono e da musiche di Verdi, Ciakovski,dal violino inimitabile di Alexander Balanescu. Atmosfere surreali, visionarie, maledette che chiamano in campo oltre che presenze di attori –figure quasi fantasmiche, immobili come in un quadro di De Chirico anche presenze provenienti dalla realtà attuale proiettati sulla scena in video gigantografico: i degenti di un manicomio, gli immigrati ed esuli da paesi in guerra, i carcerati. In altre parole va in scena la diversità ed il dolore del mondo attuale. Ricorre spesso l’immagine del mare come naufragio dell’Italia contemporanea. Lo spettacolo di Del Bono può definirsi un grande urlo di Munch ma ancora più carico di angoscia e di protesta.

Ci scuote, ci turba, ci tocca, ci commuove tutti inevitabilmente. Lo spazio è cupo, grigio, quasi da incubo, da prigione non solo fisica ma anche mentale (i pregiudizi e le discriminazioni permanenti nella nostra società). Fra le ballerine brillano le presenze di Marigia Maggipinto che ha lavorato nel gruppo storico di Pina Bausch e Marie Agnès Gillot, ètoile dell’opera di Parigi.” Dopo la battaglia” ha debuttato il 3 maggio 2011 al Teatro Verdi di Padova ed ha ricevuto il Premio UBU come miglior spettacolo 2011. Il poliedrico Del Bono, autore, attore, regista inizia nel teatro di tradizione per poi evolversi in teatro dalla tematica sociale e dalle tecniche innovative dagli anni ottanta in poi, dopo una breve parentesi in Danimarca, creando una compagnia stabile che ha girato in cinquanta paesi del mondo. L’incontro con persone provenienti da spazi di emarginazione come Bobo, sordomuto internato per più di quarant’anni nel manicomio di Aversa, fa crescere la sua compagnia sia di tematiche che di personaggi provenienti dalla realtà viva del contemporaneo.

pippo del bono

La fondazione Salerno Contemporanea operante a Salerno a partire dall’anno scorso ci propone anche quest’anno un programma di grande interesse avanguardistico e di innovazione nonché di sperimentazione che permette di accostare ad un programma classico e contemporaneo testi e voci eterogenee dello spettacolo del tutto nuove per la nostra città. L’anno scorso gli spettacoli Chiove e Jucatures sono stati quelli più visti ed apprezzati . Quest’anno la presenza della moglie di Benigni e dello spettacolo-monologo Natale in casa Cupiello hanno già rappresentato un eccellente incipit. Ma naturalmente Del Bono ha reso ancora più ricco ed intenso il programma che come l’anno scorso si protrarrà anche con fuori programma fino a tutta l’estate. Il prossimo appuntamento è per il 21/24 novembre con Titanic (The end) uno spettacolo degli anni ottanta che vide la regia di Antonio Neiwiller che con questa riedizione viene commemorato nel ventennale della sua scomparsa. Il testo è liberamente tratto da Hans Magnus Enzensberger in una visione di Salvatore Cantalupo.