fbpx

il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

La riedizione dei suoi “Pensieri della notte”, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 99° compleanno, presentata nella Nofi in cui ambientò diversi romanzi
di Valentina Milite
Si è tenuta ieri sera, presso la piazzetta Petrosini di Nocera Inferiore la presentazione della riedizione (a 33 anni dalla prima stampa) del libro “Pensieri della notte” dello scrittore e giornalista napoletano di adozione nocerina, Domenico Rea; in occasione di quello che sarebbe stato il suo 99° compleanno.

L’evento, voluto e organizzato dalla direttrice della biblioteca di Nocera Inferiore, Nicla Iacovino, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, è stato il primo incontro in presenza dall’inizio dell’emergenza covid, come sottolinea con un po’ di emozione la direttrice, introducendo gli ospiti: Lucia Rea, figlia dello scrittore, l’assessore Federica Fortino, l’editore Raimondo Di Maio, il professore di letteratura italiana Matteo Palumbo ed il coordinatore della serata, professore di UNISA ed assessore alle politiche sociali, cultura ed istruzione del comune di Sarno, Vincenzo Salerno.
Primi ad intervenire, gli assessori Fortino e Salerno che dopo i saluti e ringraziamenti di rito hanno plaudito a questa serata come “rinnovata unione e collaborazione dei comuni dell’Agro, della provincia, delle istituzioni e degli atenei sotto il nome della cultura e di Domenico Rea; in vista e preparazione di quello che sarà l’anno venturo il centenario dalla nascita dell’autore”.
Prende poi la parola Lucia Rea, figlia dello scrittore, che in risposta a taluni che nel tempo hanno supposto il contrario, afferma: “Non è possibile pensare che mio padre non amasse Nocera. Mio padre qui c’è stato dall’età di 3 anni. Ha studiato, è cresciuto, si è innamorato… Mio padre amava questa città”.
È a Nocera (la sua Nofi) infatti, che Rea ambienta molti dei suoi racconti e romanzi, come “Una vampata di rossore”, “I ragazzi di Nofi” e la sua opera più celebre, che gli valse nel ‘93 il Premio Strega, “Ninfa plebea”. Opera portata anche sul grande schermo (non senza critiche) da Lina Wertmüller, in cui si susseguono le vicissitudini di una giovine donna, rea solo della sua originaria innocente bellezza, la quale viene ben presto trascinata da una famiglia e società moralmente corrotta.
Con sullo sfondo lo scenario di una Nocera/Nofi scossa dalla miseria, la depravazione e la guerra, la ragazza riuscirà da ultimo ad ottenere il suo lieto fine ed un ritorno alla semplicità e ritrovata purezza.serata rea: i protagonisti
“Pensieri della notte” invece, stampato in questa riedizione da “Libreria Dante & Descartes”, a cura di Raimondo Di Maio e con prefazione del professore Matteo Palumbo, viene definito dallo stesso Palumbo come “un romanzo di specie atipica, costruito utilizzando singoli frammenti, racconti autonomi, ciascuno dei quali tuttavia si dispone dentro una trama comune. […] Ciascuno dei capitoli contiene il resoconto di un’avventura. Tutti insieme danno forma a una sorta di enciclopedia delle esperienze possibili a Napoli: comiche, grottesche, esilaranti o dolorose”, perché, citando l’autore: “Napoli, che di giorno sembra l’intruglio di un pacco intestinale, fra l’alba e l’aurora è una città lieve e sospesa. Sta più in alto del mare”.
Una duplicità, uno scenario capovolto, tra luce che trasfigura (parola tanto cara a Rea) e buio che rasserena, “alterando la rappresentazione ordinaria delle cose”, in una città “in bilico permanente tra due opposti”.
In controluce, le tenebre, riescono a rivelare allo scrittore, durante le sue peregrinazioni notturne “scenari che la luce del giorno cela…inattese bellezze”.
Infine, l’editore Di Maio, che nel suo intervento si autodefinisce editore-libraio, cita Italo Calvino e dice: “Calvino sosteneva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire. Io credo che quest’opera di Rea abbia ancora oggi molto da dirci di Napoli e della nostra società e ristamparlo per me costituisce un invito alla lettura e alla rilettura di questo libro in particolare ed in generale di tutta la bibliografia di Rea; perché anche a distanza di più di 30 anni, restano ancora testi attuali ed autenticamente poetici”.

Cerca