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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

 

di Gabriella Taddeo

 

Un caleidoscopio spettacolare di flash visivi (video, musiche, danza) è la rappresentazione della compagnia di Pippo Del Bono, veramente unica nel suo genere, tenutasi recentemente al teatro Verdi di Salerno nell’ambito della programmazione del teatro Ghirelli salernitano. I testi frammentari provengono da insigni, grandissimi autori come Artaud, Kafka, Alda Merini, Whitman, Pizarnik, coordinati fra loro da un’ unica voce fuori campo quella dello stesso Pippo Del Bono e da musiche di Verdi, Ciakovski,dal violino inimitabile di Alexander Balanescu. Atmosfere surreali, visionarie, maledette che chiamano in campo oltre che presenze di attori –figure quasi fantasmiche, immobili come in un quadro di De Chirico anche presenze provenienti dalla realtà attuale proiettati sulla scena in video gigantografico: i degenti di un manicomio, gli immigrati ed esuli da paesi in guerra, i carcerati. In altre parole va in scena la diversità ed il dolore del mondo attuale. Ricorre spesso l’immagine del mare come naufragio dell’Italia contemporanea. Lo spettacolo di Del Bono può definirsi un grande urlo di Munch ma ancora più carico di angoscia e di protesta.

Apprezzatissima la raccolta in vernacolo dello scrittore nocerino, che disegna con le parole anche tristezze e sentimentalismi di un tempo che non c'è più
 

di Maria Rita Cuccurullo

 

Un nome, un’esperienza.
E' quella di Antonio Ranucci, con la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie in vernacolo.
"Viene cu’ mme" è il nome del libro presentato mercoledì 30 ottobre nell’aula consiliare del Comune di Nocera Inferiore, in una cornice di partecipazione e di entusiasmo da parte dei presenti. La serata, che ha avuto inizio con il saluto del vice sindaco dottoressa Maria Laura Vigliar e la presentazione di Alfredo Salucci, diabetologo ma anche apprezzatissimo giornalista, è stata vissuta in un contesto suggestivo arricchito dalla presenza di quadri di autori locali e dalla recitazione di alcune poesie. Un  poeta eclettico che vanta un intenso percorso letterario. I suoi  scritti a volte dispersi, a volte letti da lui personalmente o da amici, sono ricchi di carica emotiva e di gioviale entusiasmo.  Con  la sua penna scorrevole, il suo vernacolo impeccabile, Nino Ranucci è riuscito a cogliere i sentimenti, a toccare l’animo di chi legge, di chi ascolta con la gioiosità delle immagini che si susseguono rapide imprimendo sulla tela del tempo emozioni che si fermano e rimangono indelebili.

Un ambito traguardo per la Corale polifonica Priscana, diretta dal maestro Liana Balzano. La corale, in vita da undici anni, Domenica 27 ottobre animerà una funzione religiosa nella Basilica superiore di Assisi. Un riconoscimento che premia il lungo impegno professionale della formazione, che in passato si è già esibita per l'Esercito Italiano, per l'Arma dei Carabinieri e ha avuto un passaggio su Rete4.
 
Quando non si esibisce in concerti, la Corale svolge le funzioni di animazione liturgica per le funzioni solenni che si tengono nella Cattedrale di San Prisco, a Nocera Inferiore.
Il gruppo, la cui nascita fu fortemente voluta dal parroco monsignor Domenico Cinque e dal vescovo - ora emerito - monsignor Gioacchino Illiano, nel corso degli anni ha raggiunto traguardi tecnici notevoli, avendo all'attivo un repertorio di oltre 150 brani che spaziano dalla musica sacra fino a quella classica partenopea.
La Corale diretta dal maestro Liana Balzano si avvale del maestro Pierpaolo Galante quale organista, e ad Assisi proporrà tra le altre  musiche e canti di Frisina, Arcadelt, Perosi
Questi i coristi: Gerardo Galante, Ornella De Carolis, Felicia Orilia, Antonio Lorenzi, Margherita Nasto, Gigi Di Mauro, Maria Benedetta Barbagallo, Oreste Celentano, Lucia Califano, Rosalia Mirra, Maria Rosaria Schettino, Biancalisa Schettino, Tania Soriente, Rosanna Conforti.
Il gruppo è diventato famoso anche per una particolare branca di attività: sono infatti moltissimi gli sposi che si avvalgono della Corale Priscana per celebrare con più solennità il loro matrimonio, tanto che ogni seconda domenica del mese, in occasione delle cresime, sono diverse le coppie che si presentano in cattedrale a Vescovado per sentire il coro dal vivo e per poi "opzionare" la formazione per la data del loro matrimonio.

Il comune di Salerno crea a Rufoli, terra-madre da cui i vasai campani ed anche quelli di Vietri attingevano ed attingono
la materia prima per lavorarla e renderla manufatto,
un importante riferimento culturale.

 

 

di Gabriella Taddeo

 

 

Da Fratte salendo per Ogliara s’incontra Il Museo “Città creativa”, centro municipale di sperimentazione e documentazione della ceramica contemporanea. E’ nato nel 1997 come progetto complessivo di rilancio economico, sociale e culturale dell’antica tradizione artigianale del “ cotto di Rufoli” a poca distanza dalle antichissime Fornaci a fascine che sono state recentemente ristrutturate dai Fratelli De Martino, produttori del cotto locale secondo gli antichi, lenti rituali a fuoco.
Rufoli, in altre parole, è l’antica terra-madre da cui i vasai campani ed anche quelli di Vietri attingevano ed attingono la materia prima per lavorarla e renderla manufatto.
Fin dall’antichità, la zona di Rufoli e Brignano è stata sede di attività estrattive e di lavorazione ceramica.
Il cotto ha rappresentato per secoli la base dell’ediliza locale, ed è stato proprio a partire da quei laterizi semilavorati che ha avuto origine la scuola ceramica di Vietri sul mare, vivificata negli anni venti e trenta del nostro secolo dall’apporto di artisti tedeschi.
Sul finire degli anni cinquanta, e in misura maggiore nel decennio successivo, nuovi laterizi più economici, presero il posto dei tradizionali mattoni artigianali in cotto. Prodotti su scala industriale alimentavano e sostenevano con maggiore puntualità e più economicamente il boom edilizio e demografico di quegli anni. I volumi complessivi delle produzioni artigianali subirono una brusca contrazione, e si andò verso una specializzazione in mattonelle e piastrelle, per fortuna ben sostenuta dallo sviluppo economico e produttivo della ceramica vietrese.
Attualmente le fornaci De Martino sono le uniche superstiti di quei modi e ritmi artigianali e chi li visita può conoscere il suggestivo ciclo ceramico a fascine oramai del tutto scomparso altrove, dalla estrazione dalla cava fino allo scalpellino che rifinisce ogni mattonella manualmente una per una.
L’obiettivo del Museo “Città creativa” è proprio quello di puntare alla riscoperta dell’identità culturale e produttiva del sito ma anche di promuovere lo sviluppo di nuove capacità ideative come le botteghe, spazi comunali assegnati a nuovi ceramisti, e come gli artisti di varia estrazione che si avvicendano nelle sale del Museo stratificandone la collezione grazie alle loro donazioni.


L’Amministrazione Comunale ha inteso ridare vitalità al retroterra storico-artigianale di Rufoli, proponendo un “museo dinamico” che non è un vuoto contenitore di oggetti d’arte per ristrette cerchie elitarie.
La collezione di opere di arte ceramica si è andata gradualmente formando attraverso le donazioni che si sono succedute alle esposizioni effettuate da parte di artisti, ceramisti, architetti e/o associazioni attive in questo centro sperimentale. Queste opere sono collegate fra loro dal filo della ricerca e della sperimentazione di tecniche, forme e cromie nuove.
Ogni anno il Museo Città creativa propone la Festa della ceramica che è stata curata costantemente da Ilaria Di Giacomo con una interazione con i partecipanti che hanno potuto partecipare alla decorazione dei manufatti in raku, tecnica giapponese antichissima risalente alla cerimonia del the ed importata negli anni sessanta in Occidente.
Il Museo organizza costantemente laboratori con le scuole o gruppi che lorichiedano. Ha effettuato anche per due anni di seguito laboratori con gruppi di ragazzi californiani in vacanza a Salerno. Organizza inoltre costantemente corsi di ceramica base e di scultura secondo il metodo Munari del Museo di Faenza e corsi di disegno e decorazione su cotto sono tenuti dal maestro Marco Vecchio.
Recentemente si è tenuta la grande-mostra retrospettiva La valle delle rane dedicata al grande ceramista scomparso recentemente Ugo Marano e che è stato tra l’altro il promotore del Museo Città Creativa a cui seguirà la mostra monografica di opere raku dell’artista basilisco Paolo Tommasini che si inaugurerà il prossimo 13 novembre e durerà per l’intero periodo natalizio. L’artista bolognese di nascita e vivente da anni a San Nicola Arcella (CS) sviluppa la tecnica raku da molti anni. Il museo ospiterà la tessa mostra che saraà per il prossimo 2015 all’expo di Milano.
La tematica che sviluppa focalizza la riflessione sulla città fragile.
“L’attualità delle forme si intreccia con linguaggi arcaici di civiltà lontane, forme apparentemente arcaiche che si mostrano come desideri di futuro, come ricerca del nuovo… La maestria sulla tecnica raku è sorprendente, il linguaggio è elegante, la tecnica specifica è raffinata, la modernità è evidente” (Pasquale Persico)

agroNOCERA SUPERIORE - Il Museo Villa De Ruggiero, di Nocera Superiore, in Provincia di Salerno ospiterà, da 20 Ottobre al 16 Novembre la mostra di ceramiche, carte e segni grafici di Antonio D’Amore.
 
L' artista nocerino esporrà principalmente maioliche, in omaggio alla grande tradizione della ceramica vietrese, di cui il Museo di Villa De Ruggiero è testimone d’eccezione.
Assieme ai “tozzetti”, ai piatti ed alle “piastre” in ceramiche, la mostra  si comporrà delle “tracce d’artista”: faldoni liberamente consultabili nella sala studio del Museo, contenenti gli schizzi, le prove, i bozzetti preparatori, documenti e cartelle che raccontano il sedimentarsi del segno visivo dell’artista negli anni.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la poesia del caro amico e lettore  Francesco Russo di Cortinpiano e di San Lorenzo Read More...

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