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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

La gustosa pietanza dall'origine ancora incerta va realizzata con la varietà "violetta di Napoli" o "lunga di Palermo", ma in altre regioni d'Italia non è sempre così

di Maria Teresa Pellegrino

La melanzana appartiene alla famiglia delle solanacee ed è originaria dell’India, dove cresceva spontaneamente più di quattromila anni fa. Cominciò a diffondersi in Italia intorno al XV secolo ad opera degli arabi. La melanzana è un ortaggio tipicamente estivo, infatti la pianta al di sotto dei 12° smette di crescere.

Questi golosi dolcetti che troverete prevalentemente a Catania, sono i protagonisti della festa del papà. E sulle "inventrici" della ricetta circola una piccante storiella

di Maria Barbagallo

Le crespelle di riso con miele di zagara e cannella, venivano un tempo consumate in occasione della festa di san Giuseppe. Ma data la semplicità di preparazione e bontà, si possono trovare nelle pasticcerie tutto l’anno e spesso chiudono il pranzo domenicale o festivo.

È di sicuro il piatto principe della gastronomia locale. Se vi trovate da quelle parti non potete non provare questa specialità. Con il sugo che avanza condire la pasta è un piacere! 

di Maria Barbagallo

Lo stoccafisso è il merluzzo artico norvegese (gadus morhua) e proviene dalle Isole Lofoten. Questo pesce viene conservato per essiccazione o affumicamento, metodo di conservazione molto antico.

Il più famoso gastronomo dell’antichità, a cui si attribuisce un manuale di cucina, con numerose ricette e alcune fantasie culinarie romane

di Maria Barbagallo

Marco Gavio Apicio visse tra il 25 a.C. e il 37 d.C., che fu talmente noto da essere menzionato da Plinio e da Seneca. Primo cuoco nella storia a cui si attribuisce il "De re coquinaria" (L’arte culinaria), che si articola in dieci libri e dove vi sono riportate circa cinquecento ricette, trascritte molto probabilmente da un certo Celio, che ci ha fatto conoscere la cucina romana antica.

Questa prelibatissima anche se semplice pietanza, era già nota nell’antica Grecia. Il legume in questione ha origini mediorientali ed è avvolto da alcune credenze alquanto strane

di Maria Barbagallo

Nel mondo ellenico le fave erano considerate il cibo dei morti e per questo motivo ritenute impure. Pitagora vietava ai suoi discepoli sia di mangiarle ma addirittura di avvicinarvisi.

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