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Sono decine, ogni sera, le coppiette che si appartano sulla strada che conduce al castello Fienga, incuranti della vicinanza di abitazioni e del passaggio di persone. La strada imbrattata da decine di fazzolettini e profilattici usati dai focosi fidanzati

 

di Enrica Granato

Via del Parco è da sempre considerato uno dei posti più panoramici e caratteristici di Nocera Inferiore:  il belvedere che consente di ammirare tutta la città ed il castello che la sovrasta alle spalle sarebbe un ottimo biglietto da visita per chiunque si appresti per la prima volta a raggiungere il Parco Fienga.
Peccato solo per lo spettacolo indecoroso offerto dai rifiuti lasciati  ogni sera dalle coppiette che si appartano in auto lungo la strada e che fanno bella mostra di sé il mattino successivo.

La salita che conduce al castello, infatti, è costellata da rifiuti di ogni genere di alcuni passionali nocerini che, noncuranti della vicinanza di abitazioni, invadono il pendio spesso e volentieri.

In passato, approfittando delle tenebre e dell’assenza di illuminazione pubblica nell’ultimo tratto poco prima dell’accesso al serpentone che termina alla struttura Fienga, il viavai di vetture era divenuto abitudine per i residenti della zona così come lo era veder trasformata l’area in una cloaca a cielo aperto, con fazzoletti sporchi, preservativi usati, cartoni per le pizze, mozziconi di sigarette, lattine e bottiglie in vetro abbandonati lungo i marciapiedi. 

A nulla è valsa la sistemazione di un cancello che viene regolarmente chiuso intorno alle 19.00 proprio per evitare che in quei luoghi si accumuli di tutto durante gli appuntamenti notturni : gli automobilisti, infatti, ora parcheggiano nel tratto di strada antistante il cancello, sotto i lampioni ed alla mercè di sguardi indiscreti.

Terminate le effusioni, ogni cosa viene gettata fuori dai finestrini poco prima di premere l’acceleratore e andar via: insomma, le coppiette di Via del Parco hanno tutti sensi sbrigliati tranne quello civico.

Nel XXI secolo sono stati sdoganati molti tabù, è vero, ma lo scenario che si palesa al sorgere del sole resta deplorevole.