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Nella città capofila dell’Agro si celebra da secoli il martedì in Albis. I giorni antecedenti e successivi sono scanditi da usanze che si ripetono quasi immutate ogni anno

di Virginia Vicidomini

Anche quest’anno i nocerini si apprestano ad onorare le tradizioni. Martedì, infatti, dopo il lunedì in Albis, a Nocera Inferiore si festeggia la cosiddetta “pasquetta nocerina”.
Dal punto di vista religioso il lunedì dopo Pasqua si ricorda per l’incontro con l’angelo delle donne che erano giunte al sepolcro di Gesù per cospargerlo di profumati unguenti; tradizionalmente si festeggia con parenti ed amici facendo scampagnate, gite fuori porta, pic-nic, probabilmente per ricordare l’apparizione di Gesù a due discepoli diretti verso Emmaus.

A Nocera quest’usanza si prolunga fino al martedì, giorno in cui gli abitanti si recano presso il santuario di Santa Maria dei Miracoli in Montalbino, tra bancarelle, festeggiamenti e pasti all’aperto.
Ma da dove trae origine questa tradizione?
Sembra che l’arcivescovo di Sorrento Carlo Baldini, alla fine del ‘500, per regolare il flusso di persone che si recavano presso il santuario del Monte Albino e prevenire possibili scontri, avesse stabilito che il lunedì potevano recarvisi i paganesi, i barbieri e i calzolai, il martedì i nocerini, e il giovedì i “signori” e i macellai. Una divisione, quindi, in base alla provenienza e alle classi sociali. Questa tradizione è rimasta invalsa nei secoli per i nocerini che ancora oggi amano celebrare il martedì dell’Angelo dirigendosi verso il santuario.
Ma non solo: il programma prevede che le statue della Madonna, di Sant’Eligio, patrono degli animali domestici, e di Sant’Emiddio, protettore dai terremoti, che sono ubicate presso il santuario, vengano custodite dalla domenica delle palme fino al lunedì in Albis presso la chiesetta di San Rocco a Casale del Pozzo; il 28 marzo inizierà la processione dalla chiesa di San Rocco fino alla chiesa di Santa Maria Del Presepe. Il martedì è previsto il rientro in santuario alle ore 16, con la benedizione degli animali intorno alle 14.30. Il tutto culmina giovedì con la benedizione alla città di Nocera e a tutto l’Agro, e con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Un rituale che si ripete quasi invariato ogni anno.
Consuetudini quindi che sopravvivono al trascorrere del tempo, forse con meno fervore religioso, ma con il piacere di trascorrere momenti in compagnia nel rispetto delle tradizioni.  
Il santuario, costruito nel 1530 per opera del nobile Giovan Battista Castaldo e posto a mezza costa del Montalbino, è frequentato dai nocerini anche al di fuori delle feste pasquali. Una volta raggiunto il luogo sacro, infatti, è possibile godere di una vista eccezionale di tutta la valle del Sarno: un posto suggestivo, immerso nella natura, dove regna la quiete e la serenità.