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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Malgrado le numerose richieste inoltrate dal Comune, l'Arpac continua a non fornire alcun dato, nemmeno ufficioso, sulle rilevazioni effettuate dalle due centraline presenti sul territorio. Preoccupazione crescente per la salute pubblica

 

di Nicola Sorrentino

Nessuno conosce il livello di inquinamento atmosferico ambientale a Nocera Inferiore. Nemmeno il Comune. E' stata proprio la giunta, con l'assessore all'ambiente Tonia Lanzetta, a riferire tempo fa che gli uffici non possedessero simile informazione. Fin qui non ci sarebbe nulla da eccepire, se non fosse che sul territorio comunale sono presenti due centraline per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico ambientale. Una, ubicata in prossimità del cimitero e l'altra presso la scuola media Solimena. Furono installate grazie ad una convezione stipulata nel 2008 con l'Arpac di Napoli. Ad avanzare la richiesta fu per primo il circolo nocerino di Sel, che grazie al Pd riuscì a inserire l'argomento in un question-time di consiglio comunale. Le richieste avanzate all'assessore al ramo furono quelle classiche: la data di decorrenza e scadenza della convenzione; il livello di monitoraggio; la pubblicità dei dati relativi alle due centraline; informare il consiglio comunale su possibili guasti e correttivi eventuali nel caso i limiti dei monitoraggi fossero oltre i limiti. Nulla di tutto questo però è avvenuto e lo stesso assessore Lanzetta, nel momento di fornire risposte al consiglio comunale, non nascose un certo imbarazzo. Non dovuto però a sue responsabilità. La vicenda infatti è piuttosto datata e la verità è emersa solo grazie all'interrogazione della coalizione di centrosinistra. Lanzetta il 18 giugno 2013 chiese tutta la documentazione relativa all'autorizzazione dei controlli periodici (dati compresi) alle autorità preposte. "Al fine di garantire la salubrità - si leggeva nel documento - è necessario un monitoraggio dell'aria e dei fiumi in quell'area circostante per verificare la nocività dell'impianto". Nella lettera fu chiesto che in caso di assenza di dati, si sarebbe dovuta attivare ogni attività utile alla tutela della salute pubblica. Tutte questioni indirizzate agli uffici comunali e per un motivo ben preciso: perché - secondo quanto dichiarò lo stesso assessore - l'Arpac non aveva mai fornito risposte ufficiose e ufficiali sui dati delle centraline. Le cose purtroppo non sono migliorate nemmeno quando la richiesta è stata inoltrata agli uffici e alla stessa polizia municipale, quest'ultima incaricata di verificare gli scarichi dell'area industriale di Fosso Imperatore e di Casarzano insieme a tutte quelle attività "anomale" dei corsi d'acqua. Entrambi i settori (Politiche ambientali e Sanità) declinarono le competenze in merito. Da lì una nuova richiesta dell'assessore che, dopo un po’, ottenne la documentazione utile per ricostruire il percorso di installazione delle due centraline. In tutto questo si aggiunse anche la situazione relativa all'impianto di incenerimento della ditta Tortora Vittorio srl, che secondo il decreto regionale 275 del 19 luglio 2010, avrebbe dovuto fornire anch'essa i dati relativi alle emissioni. Anche in questo a ricevere i dati dell'inceneritore doveva essere l'Arpac. Alla stessa e per l'ennesima volta, sono state inviate medesime richieste per il livello di inquinamento registrato dalle due centraline. Ad oggi il Comune risulta purtroppo ancora in attesa, nonostante le richieste siano state inoltrate svariati mesi fa. E in una città che presenta un livello elevatissimo di traffico per via della barriera autostradale, conoscere i livelli di inquinamento potrebbe risultare di vitale importanza per eventuali contromosse in termini di prevenzione.

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